IVANA OLIMPIA BELLONI

Sono nata a Legnano, inizio gli studi artistici prediligendo la figura e l’anatomia mi sono specializzata poi in perizie pittoriche dell’800 lombardo. Proseguo con la scultura e da ultimo sperimento la manipolazione della ceramica con pitture a colata a Deruta; mi dedico anche a monotipi e incisioni su elementi della natura alla Fondazione Galli di Milano. Lavoro nello studio di St.Paul de Vence, a Todi e Busto Arsizio dove promuovo anche attività culturali

Mi piace manipolare l’argilla…

…mescolare i pigmenti, pressare la carta sotto il torchio, rendere la rugosità e i solchi nella materia e le superfici lisce con le resine, mi piace tutto ciò che la natura mi offre per aiutarla nel creare.

LA LUCE IN FONDO

Attualmente sto seguendo il mio interesse di sempre, l’ambiente. Sto realizzando dipinti su supporti di tela con led che illustrano e mettono in primo piano l’azione che l’uomo provoca sulla natura

Credits Fabio Tosa

HO TENUTO
PERSONALI IN

Italia, in Francia, Svizzera, Belgio, Danimarca e negli UAE ad Abu Dhabi al National Theatre, in Australia a Brisbane e a Mooloolaba, a Malta al Mediterranean Conference Centre della Valletta e a Vittoriosa, al Museo Statale della Storia di San Pietroburgo. Alcuni dipinti si trovano negli uffici dell’UE a Bruxelles, al Council di Birgu (Malta), in quelli del Governatorato del Queesland (Australia) e in collezioni private.

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recensione di vittorio sgarbi

…C’é un soggetto, fra altri più classici di fiori, musicisti e figure varie, che più mi colpisce nella multiforme e multimaterica produzione della pittrice Ivana Olimpia Belloni, al punto da farmelo ritenere come il suo più ispirato e riuscito, meritevole di continui sviluppi. Alludo alla serie degli alberi “in verticale”, se così vogliamo chiamarli, dato che la Belloni, a differenza di quanto non faccia altrove, impiega per essi supporti di forma speciale che seguono il tronco della pianta, stretti e alti, lasciando minimo spazio disponibile a tutto il resto. La dimensione della verticalità non é certo estranea ad altre opere della Belloni, come in quelle tavole in tecnica mista, classificate dall’autrice come installazioni, che applicano le sue propensioni informali secondo la direzione longitudinale. Parimenti, anche il tema vegetale é trattato diversamente dalla Belloni, in particolare attraverso disegni in cui manifesta un piglio di formalistica analiticità, fiduciosa nelle capacità di definizione del segno grafico, che ricorda quella degli incisori tedeschi rinascimentali, o anche le illustrazioni botaniche alla Ligozzi, se non alla Garzoni. Ma la combinazione di vegetale e verticale che si verifica in questi alberi dritti e alti, é altra cosa rispetto alla semplice somma di ciò che proverrebbe dalle esperienze appena ricordate. C’é un sapore diverso, magico, per certi versi, con l’occhio costretto a seguire un percorso diverso dalle sue abitudini, dal basso in alto, come farebbero i bambini, o gli elfi e i nani delle fiabe. Siamo obbligati a sentirci piccoli, davanti alla Grande Madre…